Il centrodestra di Latina non smette di stupire e ci regala un finale di consiglio comunale a dir poco frizzante. Due delle mozioni presentate, entrambe bocciate dal consiglio anche con il voto contrario di parte dell’opposizione, ponevano al centro alcune proposte sulle infrastrutture e il recovery fund; temi importanti sicuramente per Latina e per tutta la provincia pontina, ma proprio perché tali, meritevoli di studio e di approfondimento, se non per evitare le brutte figure come quella di oggi, quantomeno per rispetto di chi sta soffrendo la crisi e conta sulla serietà di una politica che non presenta atti raffazzonati come quelli che abbiamo visto oggi.
In sostanza volevano che votassimo qualcosa che non esiste sia come prospettiva futura, sia all’interno del Recovery Fund che inquadra il tema delle infrastrutture esclusivamente sulla mobilità sostenibile: ovvero non nuove strade per le automobili (il recovery fund non lo prevede). All’interno del concetto stesso di sostenibilità, la mobilità va invece ripensata nell’ottica della cosiddetta inversione modale, cioè trasporto pubblico di persone e di merci su ferro.
Riguardo la cosiddetta Mare-Monti, va precisato che si tratta di un progetto di 50 anni fa: una strada prevista nel piano regolatore del ’72, che doveva appunto collegare in modo alternativo il mare ai monti della quale però è stato realizzato solo il tratto urbano di Viale Le Corbusier.
Sulla mobilità sostenibile, anche grazie all’azione amministrativa di LBC, la città di Latina ha una visione e una progettualità ben più avanzati di quanto proposti dal centrodestra, andato a pescare nei luoghi sbagliati i pesci sbagliati.
Marina Aramini
Valeria Campagna, capogruppo LBC