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Rigenerazione urbana e marina, Ciolfi e Mattei spiegano la legge regionale

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In commissione Governo del Territorio la rigenerazione urbana applicata alla marina di Latina. Il tema, come anticipato nell’ultimo consiglio comunale da Maria Grazia Ciolfi, è stato messo all’ordine del giorno di una commissione specifica dalla presidente Celina Mattei per permettere alle opposizioni che avevano sollevato dei dubbi di chiarirsi le idee.
Il recepimento della legge regionale sulla rigenerazione urbana è stata votata nello scorso Consiglio attraverso tre delibere che rendevano attuativi anche sul territorio comunale i relativi articoli della legge. Alla seduta hanno partecipato anche l’assessore Castaldo e l’architetto Spagni.
“Ho convocato la commissione di oggi – commenta Mattei – per fare chiarezza in merito all’applicazione della legge sulla rigenerazione urbana, che tanti dubbi ha lasciato nei consiglieri di opposizione. Abbiamo votato nell’ultimo consiglio comunale tre delibere di recepimento dei dispositivi di legge, ed in particolare gli articoli 3, 4 e 5. Io in particolare oggi durante la commissione ho ritenuto di riportare i rapporto tra questa legge e la marina di Latina. Sono stati affrontati molti temi e chiariti sia dall’assessore Castaldo sia dal coordinatore dell’ufficio di piano, l’architetto Spagni, sia dal dibattito fra i commissari. Due punti ho tenuto a specificare in commissione: che la legge sulla rigenerazione urbana non prevede una pianificazione a monte per l’applicazione della legge stessa, ma prevede invece che gli interventi edilizi nell’ambito del territorio che il Comune ha inteso perimetrare debbano rispettare le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti. Inoltre per ciò che riguarda più specificatamente la marina, ho rilevato come già fatto in consiglio comunale che i nuclei abusivi sono stati esclusi dalla perimetrazione: questo perché soltanto dopo la redazione di piani di recupero si potrà, valutando i vari casi, decidere la possibilità di identificare ulteriori ambiti che dovranno comunque essere al vaglio del consiglio comunale”.

“La rigenerazione urbana – aggiunge Ciolfi – e qui cito l’assessore regionale Valleriani, ‘rappresenta la sfida del futuro per riqualificare il tessuto urbano della città senza ulteriore consumo di suolo’. Questo è un punto centrale sul quale soffermarsi: non ci sarà altro consumo di suolo, per cui tutte le accuse rivolte a LBC come movimento che dà il via libera a nuova cementificazione della città, sono da respingere al mittente: che non sa di cosa parla, oppure pur conoscendo la materia preferisce rivolgere accuse pretestuose invece che informare correttamente i cittadini sulle possibilità che questa legge offre loro”.

Per quanto riguarda la marina, la consigliera con mandato del sindaco Ciolfi fa un’importante sottolineatura: “Comprendere tutto l’edificato della marina nell’attuazione della legge significa tentare di restituire un volto dignitoso a tutta la zona, deturpata dagli abusi edilizi e dall’irrazionalità urbanistica degli anni 70. Farlo è stata una precisa scelta politica, che consentirà il recupero di immobili e una nuova fruizione degli stessi. Per quanto riguarda gli edifici che oggi sorgono su vincoli e in aree a rischio idrogeologico – va precisato – questi non potranno usufruire dell’applicazione dell’articolo 3 della legge (demolizione e ricostruzione in loco con premialità del 30%), ma saranno tenuti a delocalizzare”. In merito alla mancata votazione in consiglio comunale dell’articolo 2 della legge, Ciolfi specifica e ribadisce che ciò non si rende necessario in quanto come specificato dalle linee guida regionali pubblicate il 14 gennaio 2020 non vi è bisogno di alcuna deliberazione comunale che, in via generale, recepisca la norma. Ogni programma di rigenerazione è autonomo ed autosufficiente, per cui le deliberazioni ai sensi dell’art. 2 saranno tante quante i programmi di rigenerazione urbana che il Comune intende nel tempo approvare.

La legge 7/2017 è una legge complessa tanto che la Regione ha istituito un ufficio dedicato al supporto dei Comuni nel recepimento della stessa e gli uffici hanno lavorato in continua sinergia con quelli regionali.

“Inoltre gli articoli 2 e 3 procedono parallelamente e non si escludono a vicenda ed a mio avviso – dice Ciolfi – il timore di compromettere la possibilità di attuare dei programmi di rigenerazione sulla marina da parte di una massiccia applicazione dell’art. 3 non sussiste, dato che dagli anni 70 ad oggi la Marina non è mai stato un territorio appetibile in tal senso, auspico invece che ora con l’introduzione di questa normativa possa finalmente sbloccarsi l’immobilismo nella zona ed iniziare un graduale recupero di quel territorio anche attraverso l’applicazione dell’articolo 4 sul cambio di destinazione d’uso con la possibilità di dare vita a nuove attività commerciali sul lungomare e dell’articolo 5 sull’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico.

Aver considerato la marina interamente nella legge di rigenerazione urbana, unito alla pianificazione del nuovo Pua che sta per tornare in commissione e poi in Consiglio per l’approvazione, all’avvio del completamento di Via Massaro attraverso il finanziamento dei 18 milioni di euro ad inizio ed infine al piano della fascia dunale già in fase di progettazione, significa a fine consiliatura aver lasciato un bel patrimonio di pianificazione, strumenti e visione strategica della marina” – conclude Ciolfi.